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Medico infermiera

Morti sospette in corsia a Saronno

Indagine dei carabinieri sugli amanti killer. Un intreccio d’amore e morte tra un medico ed un infermiera, lei che odiava il marito e lui che con la sua etica della morte.

 

Continua l’indagine dei Carabinieri di Saronno, per le morti sospette in corsia, che hanno portato all’arresto del medico anestesista  Leonardo Cazzaniga e della sua amante, l’infermiera Laura Taroni. Un intreccio d’amore e morte, lei che odiava il marito e lui che con la sua etica della morte.

Il piano delle menti omicide fu adottato anche contro il marito di Laura, che morì nel giugno del 2013, tramite un mix di farmaci. Le indagini si starebbero ampliando e ci sarebbero altre possibili vittime del cosiddetto «protocollo Cazzaniga». Si starebbero controllando oltre ad altri quattro casi di morte in corsia, anche di tutti quei casi di morte accaduti nel pronto soccorso mentre era di turno il dottore. Si indagherebbe anche sui decessi del padre del Cazzaniga e della madre dell’ infermiera.

Da alcune valutazioni della commissione medica, nel pronto soccorso al tempo in cui vi era come primario l’uomo, vi era un eccessivo uso di farmaci somministrati ai pazienti, con dosi di morfina 10 volte superiore al dosaggio consigliato, e con dosi 5 volte superiori per anestesia generale. Molti degli infermieri avrebbero sentito di questo protocollo Cazzaniga, ma per timore taciuto. Da altre testimonianze comunque mai nessuno dei testimoni ascoltati dai carabinieri, avrebbe sentito pazienti o parenti, che avrebbero voluto porre fine alla loro vita e perciò era il dottore a decidere cosa fare.

Certo le intercettazioni sono spaventose.

«A questo paziente applico il mio protocollo» così «faccio l’angelo della morte»

«E dei miei figli cosa vuoi che ne faccia?». Lui le risponde. «No i bambini no».

Come diceva a suo figlio al telefono: «No, tua nonna non è possibile. A tua nonna e a tua zia non è semplice. A meno che non gli fai tagliare i fili dei freni a tua zia… Gli tiri l’olio dei freni… Poi c’è tua zia Gabriella… Non sei abbastanza grande per poter… Non sei abbastanza grande tu…».

«E poi cosa avresti fatto della nonna e della zia? Non è così semplice, sono grosse! L’umido da noi passa solo una volta a settimana. Non abbiamo più neanche i maiali».

Leonardo Cazzanigae  Laura Taroni, sono accusati degli omicidi volontari di quattro pazienti, morti tra il febbraio del 2012 e l’aprile del 2013. Un’inchiesta che tocca anche altre quattordici persone. Sotto accusa anche altri specialisti e il direttore dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio all’epoca dei fatti. Per tutti, a vario titolo, l’ipotesi è di omissione di denuncia e favoreggiamento.

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