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Referendum Costituzionale 2016

Referendum Costituzionale 2016. Votare SI o No?

Il 4 Dicembre 2016, gli elettori sono chiamati a votare per il Referendum Costituzionale, il cui esito determinerà l’entrata in vigore della riforma costituzionale o la sua bocciatura definitiva.

La legge è complessa e piena di argomenti e ascoltando la TV o la radio ne usciamo ancora più confusi e ancora più incerti su cosa votare. Ma di cosa si tratta? 

Dobbiamo decidere con un Si o No, se siamo favorevoli o contrari alla riforma costituzionale, Legge Boschi. La Riforma è già stata approvata, ma diventerà effettiva solo se vincerà il SI al referendum.

Erroneamente in giro si sono sentite voci del tipo “adesso Renzi decade, viene buttato fuori, o cose del genere”, tutto sbagliato! Non si vota sul mandare a casa Renzi o no, questa confusione deriva dal fatto che sia Renzi che l’Opposizione hanno concentrato tutto il dibattito sull’esistenza futura del Governo e non sui contenuti della Riforma.

Referendum Costituzionale 2016

Argomento principale del referendum è la distribuzione del Bicameralismo Perfetto. In pratica in Italia vi sono due Camere: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Entrambe elette dai cittadini. Le due Camere discutono e votano le leggi, che poi diventavano effettive nel nostro Paese. In pratica le leggi passano da Camera e Senato, che hanno due poteri uguali, a cosa serve questo passaggio? Infatti i maggiori costituzionalisti sono d’accordo sull’idea che bisogna eliminare il sistema del Bicameralismo Perfetto. Molti vorrebbero eliminare il Senato, altri cambiare il modello simile a quello Inglese, chi vuole un modello Tedesco, o Americano. Alla fine è stato raggiunto un compromesso con il Senato dei 100.

Se vince il Sì? Niente più Bicameralismo Perfetto: avremo un Parlamento composto dalla Camera (630 deputati, uguale ad adesso) e il Senato dei 100.
Se vince il No? Resta Bicameralismo Perfetto

Cosa cambia per il nuovo Senato dei 100? Il Senato sarà composto da 95 tra consiglieri regionali e sindaci, e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Gli ex-Presidenti della Repubblica saranno in automatico senatori a vita (come già avviene). Il Senato ha sempre piena competenza legislativa  e perciò vota e discute le leggi con la Camera, ma quest’ultima può decidere se votare un disegno di legge senza ascoltare il Senato.
Se vince il Sì? Il Senato dei 100 (95+5) diventa il nuovo Senato. La sua filosofia è quella di funzionare da legame tra il Territorio e lo Stato centrale.
Se vince il No? Manteniamo l’attuale Senato, con 315 senatori eletti direttamente dai cittadini.

Per i nuovi Senatori, non ci sarà limite di età e tutti i cittadini possono eleggerli. Inoltre, tutti i consiglieri regionali (sia che svolgono funzioni di senatore, sia che non) avranno un tetto massimo al loro stipendio determinato dallo stipendio del sindaco del capoluogo della Regione di riferimento.
Se vince il Sì? I nuovi senatori non avranno limite minimo di età e doppio stipendio.Le Camere decideranno singolarmente sui rimborsi-spese.
Se vince il No? Manteniamo gli attuali senatori: minimo 40 anni, stipendio e immunità parlamentare, con rimborsi-spese così come stabiliti attualmente.

A differenza del precedente Senato, i senatori non saranno eletti direttamente da noi.
Se vince il Sì? Si approva il nuovo Senato, ma le modalità dell’elezione dei senatori verranno chiarite con una legge futura.
Se vince il No? Si mantiene il vecchio Senato

Cosa accade per i Senatori a Vita?
Se vince il Sì? Niente più senatori a vita, esclusi gli ex-Presidenti della Repubblica; ci saranno, senatori di nomina presidenziale che rimarranno in carica 7 anni e non sono rieleggibili.
Se vince il No? Resta intatta la legislazione sui senatori a vita.

Con la riforma cambia anche il modo in cui viene eletto il Presidente della Repubblica. Votano solo Deputati e Senatori. Non ci sono più i 59 delegati regionali, visto che i senatori del Nuovo Senato sono, appunto, scelti dal territorio. Il Presidente della Repubblica potrà sciogliere unicamente la Camera e non più il Senato, essendo quest’ultima composta da rappresentanti regionali.
Se vince il Sì? Vengono approvate le modifiche sul quorum per eleggere il Presidente della Repubblica, oltre al suo potere di sciogliere unicamente la Camera.
Se vince il No? Restano intatte le modalità di elezione e i poteri del Presidente della Repubblica.

Nella Riforma è presente un meccanismo per consentire l’approvazione rapida di un disegno di legge.
Se vince il Sì? Viene inserita una “via preferenziale” che consente al Governo di accelerare l’iter di approvazione di leggi importanti per il suo programma.
Se vince il No? Non viene inserito questo meccanismo.

Con la Riforma, le province vengono definitivamente abolite. Avremo Comuni, Città Metropolitane, Regioni e Stato.
Se vince il Sì? Addio province, per sempre.
Se vince il No? Le province non vengono formalmente abolite del tutto, ma mantengono la struttura che esiste adesso.

Il Cnel, ovvero Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, è un ente statale che ha la possibilità di proporre iniziative legislative, per molti un ente inutile.
Se vince il Sì? Addio Cnel.
Se vince il No? Il Cnel rimane in piedi.

Altra riforma importante e piena di dibattiti sono le competenze Stato e Regioni.
Se vince il Sì? Le competenze dello Stato e delle Regioni vengono profondamente riviste e modificate, insieme ai rapporti tra le due entità e alla possibilità di avere più o meno autonomia.
Se vince il No? La spartizione delle competenze tra Stato e Regioni restano invariate (in particolare rimane la “competenza concorrente” e tutte le sue implicazioni).

Leggi di iniziativa popolare. Fino ad oggi per fare una proposta di legge dal popolo erano richiese 50000 firme di elettori, con la nuova riforma le fime dovrebbero essere 150000, ma con la garanzia di essere vista e discussa dal Parlamento.
Se vince il Sì? Sale a 150.000 il numero di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, con la garanzia che tale legge venga discussa e votata in Parlamento.
Se vince il No? Il numero di firme rimane 50.000

Con il nuovo referendum vi saranno cambiamenti anche sulle norme e sul quorum per le votazioni.
Se vince il Sì? Si inseriscono delle modifiche al quorum per i referendum abrogativi.
Se vince il No? Rimangono inalterate le regole sui referendum, senza nessuna aggiunta.

Promosso “l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”.
Se vince il Sì? Diventa obbligatoria, nell’elezione delle Camere e dei Consigli Regionali, la parità di genere.
Se vince il No? Non viene introdotta alcuna quota rosa obbligatoria.

La Corte Costituzionale, ente supremo che vigila sulla Costituzione e sulla sua applicazione, è composta da 15 giudici: 5 eletti dal Presidente della Repubblica, 5 eletti dalla magistratura e 5 eletti dalle Camere in seduta comune.
Con la Riforma, cambia solo che i 5 giudici che oggi sono eletti insieme dalle due Camere vengono eletti separatamente: 3 alla Camera, 2 al Senato.
Se vince il Sì? I 5 giudici della Corte vengono eletti separatamente: 3 dalla Camera, 2 dal Senato.
Se vince il No? I 5 giudici della Corte vengono eletti dalle Camere in seduta comune.

Abbiamo cercato di spiegare in modo semplice, quello che effettivamente è molto complesso e complicato e non facile da capire, per chi si trova all’esterno e non si interessa di Politica e dello Stato.

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