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A che cosa serve un tagliaerba con polverizzatore

Nel novero dei tagliaerba che sfruttano la tecnica di taglio mulching vanno menzionati i tagliaerba con polverizzatore, che possono essere sia idrostatici che ibridi. Quando si parla di taglio mulching si fa riferimento a una tipologia di taglio in funzione del quale l’erba che viene tagliata si rideposita sul prato. Essa, quindi, avrà modo di decomporsi, così da ridare al terreno minerali e nutrienti preziosi. Questi svolgono la funzione di un concime naturale: insomma, il suolo sarà più ricco e così pure l’erba, la quale potrà crescere più sana.

Perché usare un tagliaerba polverizzatore

Il tagliaerba polverizzatore è così chiamato perché presenta un meccanismo che trita l’erba che è stata appena tagliata con una consistenza estremamente fine. Esso è collocato subito dopo le lame, nella parte inferiore del tagliaerba: così l’erba tagliata finisce dentro al polverizzatore, il quale a sua volta è munito di lame. Scegliere il taglio mulching, per altro, non serve solo a beneficiare della concimazione naturale, ma offre diversi altri vantaggi. Infatti, non ci si deve preoccupare di raccogliere e smaltire l’erba, a differenza di quello che accade con il taglio con raccolta in cestello.

Nessuna preoccupazione per lo smaltimento

Il problema dello smaltimento dell’erba tagliata può essere molto impegnativo: non solo perché ci si deve accollare l’onere di raggiungere una discarica, privata o pubblica che sia, ma anche per il dispendio di tempo che ciò comporta. Inoltre, nelle aree con molto verde, specialmente nei mesi più caldi, c’è il rischio che le zone destinate a discarica siano già piene, il che rende lo smaltimento più complicato.

Il sistema idrostatico

Nel settore dei tagliaerba, una delle innovazioni più importanti è rappresentata dal sistema di propulsione idrostatico, che prende il posto del sistema di propulsione meccanico tipico dei tagliaerba meno recenti. Mentre nei modelli del passato la trasmissione è di tipo meccanico, in quelli di ultima generazione si ha a che fare con una trasmissione idrostatica, che tra l’altro permette di regolare in maniera costante la velocità: questo vuol dire che non c’è bisogno di cambiare le marce, a differenza di quel che accade se la trasmissione è meccanica. Un beneficio indiretto consiste nella maggiore intuitività della guida, che si dimostra più semplice. Questo tipo di propulsione è consigliato, tra l’altro, nei terreni sconnessi e accidentati, e più in generale in zone in cui c’è bisogno di regolare con una certa frequenza la velocità di avanzamento.

Il sistema ibrido

I motori ibridi per i tagliaerba con polverizzatore offrono benefici soprattutto dal punto di vista ecologico. Il motore di questo tipo può essere alimentato non solo a benzina, ma anche con la corrente elettrica: in sostanza il giardiniere ha la possibilità di scegliere la tipologia di alimentazione a cui fare riferimento. L’alimentazione elettrica può provenire da una presa elettrica, e in questo caso si sarà vincolati a un cavo di alimentazione; in alternativa si può sfruttare una batteria agli ioni di litio, che avrà bisogno di essere ricaricata.

Quanto si spende in media

La fascia di prezzo dei tagliaerba con polverizzatore è molto ampia: si va da un minimo di 300 euro a un massimo di 2mila euro. I modelli che costano di meno, in genere, sono dotati di un motore a scoppio. In linea di massima un buon compromesso è quello di un tagliaerba tra i 700 e i 900 euro: si avrà a che fare con un modello a trasmissione idrostatica che sarà in grado di assicurare una tritatura fine e precisa. La potenza di taglio, invece, varia a seconda delle specifiche esigenze di chi dovrà usare questo strumento.

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