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banda ultralarga

Italia e Germania, destini diversi sulla banda ultralarga?

Mentre secondo gli industriali tedeschi il governo favorisce Deutsche Telekom e rallenta sull’applicazione del piano Industria 4.0, per una volta l’Italia sembra essere invece in pole position, grazie al battesimo dei cantieri per le nuove reti nelle aree bianche e all’interesse degli operatori su questa tecnologia. Si prepara un sorpasso imprevedibile?

In genere, l’Italia batte la Germania solo nel calcio (ad eccezione dei quarti degli ultimi Europei), visto che in tutte le altre classifiche, a cominciare da quelle economiche, il colosso tedesco mette in riga tutta Europa. Eppure, secondo gli osservatori più attenti c’è qualche piccola crepa nell’attuazione del piano Industria 4.0 nel Paese teutonico, mentre nel Belpaese la situazione è esattamente all’opposto.

L’attacco degli industriali

Per la precisione, ha stupito molto la posizione dell’associazione tedesca degli industriali Vdma, che è stata molto critica nei confronti del Governo: secondo l’accusa, l’esecutivo di Berlino avrebbe favorito l’uso del vectoring da parte di Deutsche Telekom, rallentando di fatti gli investimenti in fibra e compromettendo il piano Industria 4.0. Questo grido di allarme è contenuto in un position paper rilanciato dall’agenzia Reuters, nel quale la potente associazione, che rappresenta migliaia di aziende per un fatturato aggregato di 200 miliardi di euro annui, punta il dito contro le mosse del Governo centrale in materia di banda larga.

Addio al rame, puntare sulla fibra

In particolare, gli industriali sostengono che sia il momento di terminare il sostegno all’utilizzo della rete in rame da parte di Deutsche Telekom favorendo il vectoring e di puntare, piuttosto, sulla realizzazione di infrastrutture in fibra ottica, più moderne e funzionali al treno Industria 4.0, unica strada per garantire un futuro competitivo alle imprese del Paese. Senza una inversione di tendenza, gli industriali tedeschi prevedono che la Germania possa trovarsi in una situazione critica.

In Italia invece si viaggia veloci

Ad approfittare di questo stallo potrebbe essere, in modo sorprendente, proprio l’Italia, che ha messo la Germania nel mirino in questa corsa a divenire il Paese europeo leader nell’attuazione del Piano Industria 4.0. Lungo lo Stivale, infatti, stiamo assistendo a una positiva corrispondenza tra gli investimenti pubblici stanziati per la realizzazione delle reti a banda ultralarga nelle aree bianche (quelle non coperte perché ritenute a fallimento di mercato) e i fondi invece di natura privata, messi in campo dagli operatori di telecomunicazioni, di cui ha beneficiato il sistema delle connessioni ad alta velocità.

Il ruolo dei privati

Certo, lo scenario del sorpasso al momento è ancora lontano dal verificarsi, anche perché nel nostro Paese rimangono criticità soprattutto nelle aree dove si concentrano le imprese, ma l’Italia ha accelerato il passo come mai prima d’ora e secondo gli esperti la diffusione dei 100 Mb saranno una realtà per molti nel brevissimo periodo. Merito, come detto, anche degli operatori privati come Eolo, che con le loro proposte hanno consentito la diffusione delle linee veloci, come è possibile scoprire anche grazie agli strumenti per verificare copertura Adsl nella propria zona di residenza.

L’Italia batterà la Germania?

Nella fosca previsione degli industriali tedeschi, per connettere tutte le abitazioni del Paese in fibra sarebbero necessari fra i 60 e i 100 miliardi di euro, e la lentezza del Governo su questa infrastruttura rischia di far perdere terreno in termini di competitività. Al momento, i dati sulle connessioni in fibra sulla nazione teutonica sembrano confermare il pessimismo, visto che solo il 2% delle abitazioni tedesche è connesso alla fibra e per raggiungere il 20% bisognerà aspettare almeno il 2022. Per una volta, dunque, l’Italia sembra essere davvero pronta a portare a casa una importante vittoria “extracalcistica“.

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