Lo smartphone arriva a sera con la batteria quasi completamente scarica, anche se non lo abbiamo utilizzato più del solito.
È una situazione sempre più comune. Controlliamo messaggi, social, email, video, mappe e applicazioni durante tutta la giornata e spesso diamo immediatamente la colpa alla batteria: “ormai è vecchia”, “devo cambiarla”, “questo telefono consuma troppo”.
Ma non sempre il problema è la batteria.
In molti casi, infatti, a consumare energia sono alcune impostazioni, applicazioni e funzioni che continuano a lavorare anche quando non stiamo utilizzando direttamente lo smartphone.
Prima quindi di pensare di cambiare telefono, vale la pena fare alcuni controlli.
Il primo controllo è anche quello più importante.
Sia Android sia iPhone permettono di verificare quali applicazioni hanno utilizzato maggiormente la batteria.
Se un’applicazione che utilizzi raramente compare costantemente tra quelle che consumano più energia, potrebbe esserci qualcosa da verificare.
Non significa necessariamente che l’app sia difettosa. Potrebbe semplicemente effettuare molte attività in background, utilizzare la posizione oppure mantenere una connessione attiva.
Lo schermo è uno degli elementi che può incidere sensibilmente sull’autonomia.
Una luminosità sempre impostata al massimo non è necessaria nella maggior parte delle situazioni.
Utilizzare la luminosità automatica oppure ridurla manualmente quando possibile può aiutare a contenere i consumi.
Anche impostare un tempo più breve prima dello spegnimento automatico dello schermo può essere utile.
Un’applicazione non deve necessariamente essere aperta sullo schermo per utilizzare risorse.
Alcune app possono continuare a sincronizzare dati, aggiornare contenuti o effettuare altre attività in background.
È proprio per questo che le modalità di risparmio energetico limitano alcune attività quando la batteria scende.
Su Android, il risparmio energetico può limitare l’attività in background, mentre su iPhone la modalità Risparmio energetico riduce diverse attività automatiche.
La posizione è fondamentale per applicazioni come Google Maps, servizi di navigazione, fitness tracker e numerose altre app.
Ma non tutte le applicazioni hanno bisogno di conoscere continuamente la nostra posizione.
Controllare quali app hanno accesso alla posizione e limitare l’autorizzazione quando non è necessaria può essere una buona abitudine.
Il problema diventa ancora più evidente quando utilizziamo la navigazione GPS per periodi molto lunghi.
Wi-Fi e Bluetooth non sono necessariamente grandi nemici della batteria.
Tuttavia, mantenere attive continuamente connessioni e funzioni che non utilizziamo può contribuire ai consumi complessivi.
Se sai che per diverse ore non utilizzerai determinate connessioni, puoi valutare di disattivarle.
Lo stesso principio vale per l’hotspot personale, che può incidere molto di più sull’autonomia.
Guardare video per molto tempo significa mantenere acceso lo schermo, utilizzare la rete e continuare a elaborare dati.
Il consumo può quindi aumentare rapidamente.
Lo stesso vale per videogiochi graficamente complessi, registrazione video e applicazioni che utilizzano intensivamente il processore.
Non significa che bisogna smettere di utilizzare queste funzioni.
Significa semplicemente che è normale aspettarsi un consumo maggiore quando lo smartphone viene utilizzato per attività impegnative.
Molte persone attivano il risparmio energetico soltanto quando rimane pochissima batteria.
Può invece essere utile utilizzarlo nelle situazioni in cui sappiamo di dover arrivare a fine giornata senza possibilità di ricaricare.
Su iPhone, la modalità Risparmio energetico riduce diverse attività che possono incidere sull’autonomia.
Su Android, il Battery Saver può limitare l’attività in background e alcune funzioni per aumentare la durata della batteria.
Ogni notifica può sembrare insignificante.
Ma durante una giornata possono essere decine o addirittura centinaia.
Notifiche, vibrazioni, accensione dello schermo e attività associate alle applicazioni contribuiscono al consumo complessivo.
Disattivare le notifiche inutili non trasformerà improvvisamente uno smartphone con una batteria scarica in un dispositivo dalla durata infinita.
Può però ridurre attività non necessarie e rendere anche il telefono meno invadente.
Se lo smartphone è vecchio e la batteria dura molto meno rispetto a quando era nuovo, potrebbe essere arrivato il momento di controllarne lo stato.
Questo è particolarmente importante se il telefono passa rapidamente da percentuali elevate a percentuali molto basse.
Prima di sostituire l’intero dispositivo, vale quindi la pena capire se il problema riguarda effettivamente la batteria.
Un’applicazione o il sistema operativo possono ricevere aggiornamenti che modificano il modo in cui vengono gestite prestazioni, attività in background e consumi.
Per questo motivo è importante mantenere il dispositivo aggiornato, salvo situazioni particolari in cui un aggiornamento abbia problemi noti.
Gli smartphone moderni stanno diventando sempre più sofisticati nella gestione dell’autonomia.
I sistemi operativi possono adattare alcune funzioni in base all’utilizzo del dispositivo, limitando determinate attività quando necessario per cercare di garantire una maggiore durata della batteria.
L’obiettivo non è semplicemente far durare di più la batteria riducendo drasticamente le prestazioni.
È cercare un equilibrio tra autonomia e utilizzo quotidiano.
Prima di dare la colpa allo smartphone, bisogna osservare come lo utilizziamo.
Un telefono utilizzato per diverse ore con:
consumerà inevitabilmente molto più di un dispositivo utilizzato principalmente per telefonate, messaggi e navigazione leggera.
Anche l’utilizzo prolungato della navigazione, lo streaming, i giochi graficamente impegnativi e la fotocamera possono aumentare sensibilmente il consumo.
Quando la batteria dura poco, la soluzione più semplice sembra acquistare un nuovo smartphone.
Non sempre è necessario.
Prima conviene entrare nelle impostazioni della batteria e capire cosa sta realmente consumando energia.
Un’applicazione particolarmente energivora, uno schermo sempre molto luminoso, il GPS utilizzato continuamente o numerose attività in background possono spiegare buona parte del problema.
Anche sui computer portatili il principio è simile: i moderni sistemi operativi offrono impostazioni dedicate all’efficienza energetica e alla gestione delle attività in background.
Una batteria che si scarica velocemente non significa automaticamente che lo smartphone sia da cambiare.
La prima cosa da fare è capire dove viene realmente consumata l’energia.
Controllare le applicazioni, ridurre la luminosità quando possibile, limitare le attività in background, verificare l’utilizzo della posizione e sfruttare le modalità di risparmio energetico sono interventi semplici che possono aiutare a migliorare l’autonomia quotidiana.
E soprattutto permettono di capire se il problema è davvero la batteria oppure semplicemente il modo in cui il dispositivo viene utilizzato.
Alcune applicazioni e servizi possono continuare a svolgere attività in background, sincronizzare dati o utilizzare la connessione anche quando lo schermo è spento.
L’utilizzo prolungato della navigazione e della posizione può aumentare sensibilmente i consumi, soprattutto se associato allo schermo acceso e alla connessione dati.
Dipende dal dispositivo e dalle proprie esigenze. Le modalità di risparmio energetico limitano alcune attività e possono quindi comportare piccoli compromessi in termini di aggiornamenti in background, prestazioni o funzioni.
Sì. Ridurre la luminosità e utilizzare impostazioni automatiche può contribuire a contenere il consumo energetico.
Non necessariamente. Prima è consigliabile controllare lo stato della batteria e quali applicazioni o funzioni stanno consumando maggiormente energia.
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